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# 36

 

L’OROSCOPO DEL GIORNO

 

Di Carlo Monni

(Collaborazione e consigli: Fabio Furlanetto, Mickey & Carmelo Mobilia)

 

 

Esterno della base militare di Cape Citadel, Florida.

 

Solo pochi minuti fa cinque X-Men, Ciclope, Banshee, Colosso, Cable e Rogue, sono riusciti a superare il campo di forza eretto dal potere della Chiave dello Zodiaco per cercare di bloccare il piano dell’omonimo cartello criminale: ricattare gli Stati Uniti minacciando di disintegrare la città di Seattle, nello Stato di Washington, una minaccia che i loro avversari sono in grado di attuare grazie allo spaventoso potere della Chiave.

Fuori dalla base un reparto speciale d’intervento dell’Esercito guidato dal Generale Fredricks, una vecchia conoscenza degli X-Men, non può che aspettare impotente.

Con loro altri due X-Men: Shadowcat e Forge.

-Mi sento così inutile.- commenta Kitty Pryde -Posso solo restare a guardare mentre gli altri combattono.-

-Non abbiamo avuto altra scelta.- replica il Cheyenne -Non ci resta che sperare che i nostri compagni se la stiano cavando bene.-

 

 

All’interno della base.

 

Due X-Men sono a terra svenuti, abbattuti da altrettanti membri dello Zodiaco mentre Cable si accorge con terrore che qualunque cosa gli abbia sparato Sagittarius, ha reso incontrollabile il virus tecnorganico che lo infesta sin da quando era bambino. Solo facendo ricorso a tutto il suo potere telecinetico riesce a malapena a rallentarlo, ma se si concentra solo su quello, sarà vulnerabile ad altri attacchi. Non ha via d’uscita ma deve trovarne una o sarà tutto finito.

Ciclope si accorge con orrore di essere l’unico rimasto in piedi. Se cade anche lui, tutto sarà nelle mani di Rogue. Ha avuto buon naso ad affidarle una missione solitaria.

 

 

Da qualche parte negli Stati Uniti, sette mesi fa.

 

Le due donne hanno in comune la bellezza e il colore degli occhi di un azzurro profondo ma una è bionda e l’altra è mora. La prima indossa un costume azzurro che sembra le sia stato disegnato addosso da quanto è attillato, con una profonda scollatura sino all’ombelico e stivali tacco 12. La seconda indossa un’attillata tutina color porpora che la copre sino al collo ma con un’ampia scollatura a finestra.

Sono decisamente perplesse mentre si guardano l’una con l’altra e si chiedono chi le abbia convocate qui e come facesse a sapere dove trovarle.

-Benvenute.-

La voce appartiene ad una donna bionda molto attraente che indossa uno stretto corsetto che ne evidenzia i seni, un ridotto perizoma, mantello, guanti e stivali alti sino al ginocchio tutto rigorosamente di colore bianco.

-Martinique Jason, Mastermind, e Regan Wyngarde, Lady Mastermind.- dice -Sono lieta che abbiate accettato il mio invito.-

-Emma Frost.- esclama la bruna -La Regina Bianca del Club Infernale. Quindi ci sono loro dietro questa enigmatica convocazione?-

Emma sorride e replica:

-Il Club Infernale non ha nulla a che fare con tutto questo, Martinique. Chi ha richiesto la vostra presenza ed ha mandato me a trattare con voi è un altro, uno ben noto al vostro comune padre, l’originale Mastermind.-

-Magneto.- mormora la bionda.

-E così Magneto ci vuole al suo fianco.- ribatte Martinique -Sarebbe una proposta più interessante se non avesse convocato anche questa troietta che solo per un incidente di percorso è mia sorella, anzi sorellastra.-

-Ma intanto sono io a portare il cognome di papà e non tu.- puntualizza con un sorriso maligno Regan.

-Mettete da parte le vostre rivalità familiari.- le esorta Emma -Vi offro un’opportunità unica: partecipare alla conquista di una nazione.-

Negli occhi delle due ragazze appare un lampo di chiaro interesse.

-Ci sto.- dicono entrambe quasi all’unisono.

 

 

Dentro la base di Cape Citadel, Florida

 

La donna chiamata Rogue vola lungo i corridoi della base cercando il centro di controllo dei voli spaziali. Se la mappa è corretta, dovrebbe essere proprio dietro l’angolo. Finora non ha incontrato problemi ma lei sa che è troppo bello per durare.

Pochi sono in grado di dire cosa passi nella mente di questa giovane donna del Mississippi. Perfino i più potenti telepati del Mondo hanno serie difficoltà a leggere i suoi pensieri e questo a causa del potere che è al tempo stesso il suo dono e la sua maledizione. Forse pensa all’uomo che amava e da cui si è separata in un modo che ancora le provoca dolore a ripensarci. Potrebbe anche pensare alla sua madre adottiva, una delle due donne che l’hanno cresciuta come una figlia, Raven Darkholme meglio nota come Mystica o al suo fratellastro che medita di farsi prete.[1]

Sia come sia, i suoi pensieri vengono accantonati quando si trova di fronte ad una mezza dozzina di sgherri dello Zodiaco sulla cui uniforme spicca il simbolo del segno zodiacale della Vergine.

-Finalmente, ragazzi!- esclama col suo caratteristico accento del Profondo Sud -Stavo proprio cominciando ad annoiarmi, sapete?-

Le sparano ma lei evita facilmente i colpi e poi colpisce i suoi avversari abbattendone la maggior parte. Una scarica sparata da uno degli altri, però, la raggiunge e la sbatte a terra.

Stupida, si dice, se non fosse per la tua quasi invulnerabilità ora saresti morta.

Si rimette in piedi e si dirige verso i soli due uomini rimasti.

-Ora mi avete davvero fatto arrabbiare.- dice.

Pochi secondi e solo un uomo è ancora cosciente e Rogue lo tiene per il bavero.

-Dov’è la chiave dello Zodiaco?- gli chiede.

-Da me non lo saprai mai, strega.- risponde l’uomo, sprezzante.

-Questo lo vedremo. Rilassati, sarà anche piacevole, vedrai.-

Lo bacia e mentre l’uomo crolla svenuto la sua mente è invasa da immagini e voci provenienti dai ricordi dell’uomo che lei ha appena assorbito.

Forse perché è un attimo sconcertata dall’esperienza che si accorge troppo tardi della figura femminile in fondo al corridoio con in mano qualcosa.

-Cercavi questa?- le chiede.

Un attimo dopo Rogue è avvolta da una luce brillante ed ha appena il tempo di gridare prima che le tenebre calino su di lei.

 

 

Genosha, Ufficio del Governatore Generale.

 

La dottoressa Alda Huxley siede sull’ampia poltrona e contempla il panorama che si gode dall’ultimo piano di quello che una volta era il Palazzo Presidenziale ed ora è stato rinominato Sede del Governatorato Generale del Mandato di Genosha delle Nazioni Unite. È un anno ormai che occupa il posto di Governatore Generale su nomina del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,[2] tempo che ha usato per preparare la nuova Costituzione che il Consiglio prima e l’Assemblea Generale dell’ONU poi hanno approvato senza problemi. Ora non resta che sottoporla ad un referendum che non potrà che confermarla e poi organizzare le elezioni legislative e presidenziali, che lei vincerà con facilità. Ha fatto in modo da assicurarsene.

Finalmente il suo sogno di governare la nazione in cui è nata si è realizzato e deve tutto a quell’idiota di Magneto che si è fatto manovrare come un burattino senza saperlo.

Magneto… Magneto che ora è un latitante ricercato… Magneto che è l’unico vero pericolo che deve temere sulla sua strada.

Non è stupida e sa che lui tenterà di riprendersi il potere se glielo lascerà fare, ma lei ha già preso provvedimenti per impedirglielo.

Solo chi osa può vincere, pensa Alda Huxley con un sorriso soddisfatto.

 

 

Cape Citadel, all’interno della base

 

Nathan Christopher Charles Summers, meglio noto come Cable e con altri nomi, si sente annegare. Il virus tecnorganico che scorre nel suo corpo ed è la sua nemesi fin dall’infanzia si sta diffondendo a macchia d’olio e lo sta consumando. Deve fare qualcosa subito. Solo il suo potere telecinetico ha finora impedito che di lui rimanesse solo un involucro di metallo senziente ma non ce la farà ancora a lungo.

Muovere le braccia gli costa uno sforzo enorme. Il suo stesso corpo combatte contro di lui, ma deve provare perché Scott, suo padre, è rimasto solo e lui deve aiutarlo in qualche modo.

 

Forse Scott Summers alias Ciclope potrebbe, in effetti, avere bisogno di aiuto. Al momento degli X-Men penetrati nella base è l’unico rimasto in piedi. Colosso e Banshee sono stati messi fuori combattimento dagli stessi tre membri dello Zodiaco che ora lo stanno fronteggiando, ovvero: Aries, Capricorn e Sagittarius. Sulla carta non sembravano avversari troppo difficili ma finora sono loro ad aver vinto su tutta la linea.

-Lasciatelo a me.- dice Aries caricandolo a testa bassa.

Scott rilascia i suoi raggi ottici che colpiscono l’elmetto cornuto di Aries. Il risultato è che entrambi i contendenti sono respinti all’indietro e Ciclope si ritrova proiettato contro una vicina parete. Non dovrebbe succedere, pensa. Di che diavolo è fatto quell’elmetto.

È ancora stordito quando le corna prensili di Capricorn si allungano verso di lui e afferratolo lo sollevano come se fosse senza peso e lo proiettano contro un’altra parete. Una, due, tre volte finché Scott smette di dare segni di coscienza.

-E questi sarebbero i temibili X-Men?- esclama Sagittarius -Sconfiggerli è stato facilissimo.-

-Perché non erano davvero preparati a noi.- replica Aries -La prossima volta non sarà così facile.-

-E allora faremo in modo che non ci sia una prossima volta.- proclama Capricorn.

 

 

Istituto Xavier, Contea di Westchester, Stato di New York.

 

Potrebbe sembrare una scuola come tante e di certo il comportamento degli allievi sembra quello dei ragazzi della loro età, se si non si fa caso al fatto che tutti sono dei mutanti almeno potenziali, quasi tutti hanno già sviluppato superpoteri ed alcuni hanno anche un aspetto che rende evidente che non sono dei comuni esseri umani.

Che l’Istituto Xavier non sia una scuola come le altre è reso evidente anche da un altro fatto: la figura del suo preside che saltella a piedi nudi rimbalzando da una parete all’altra come una palla da ping pong, impresa di ordinaria amministrazione per lui, visto che sotto il gessato marrone che indossa sfoggia il fisico di uno scimmione dalla pelo blu.

-Scusate, scusate.- borbotta a coloro che incontra nei corridoi -Sono terribilmente in ritardo.-

Dopo questa uscita alla Bianconiglio Henry Philip McCoy, meglio noto come la Bestia, atterra, è proprio il caso di dirlo, dentro un’aula dove lo attende una classe alquanto variegata per etnia, aspetto fisico e poteri. Hank li squadra tutti e sorride.

-Spero che non abbiate iniziato senza di me.- dice.

-A parlare di chimica mononucleare?- risponde un ragazzo il cui corpo è composto da roccia -Non me lo sogno nemmeno.-

-Chimica molecolare, Mr. Vaccaro.- precisa Hank -E studiarla le sarebbe molto utile per capire le mutazioni del suo corpo e magari imparare a controllarle.-

I ragazzi, o almeno molti di loro, si lasciano sfuggire una risatina e mentre inizia la sua lezione la mente della Bestia si perde per un attimo a pensare ai suoi amici: chissà come se la stanno cavando a Cape Citadel?

 

 

Base di Cape Citadel, Florida.

 

Ciclope si risveglia confuso. Gli ci vogliono pochi secondi per rendersi conto di essere legato e che gli hanno tolto i guanti con i comandi per controllare il suo visore al quarzo rubino, l’unico elemento in grado di fermare i suoi raggi ottici. Intorno a lui ci sono i suoi compagni di squadra bloccati come lui da manette di studiate per bloccare i loro poteri. Su un tavolo giace una figura massiccia coperta da un guscio metallico.

È Cable, quello si chiede Scott. Cosa gli successo

La Chiave dello Zodiaco è deposta su una vicina consolle, accanto alla donna coi capelli rossi e il succinto costume giallo che sta parlando con qualcuno il cui volto occupa un intero monitor, ma più di un volto si dovrebbe parlare del muso di un toro.

-L’ultimatum sta per scadere…- sta dicendo la donna -… e ancora non abbiamo ricevuto risposta.-

<<Tanto peggio per loro, Virgo.>> ribatte quello che si fa chiamare Taurus <<Se vogliono una dimostrazione di forza, l’avranno. Usa la Chiave.>>

Virgo la afferra e la solleva. La Chiave inizia a brillare.

<<Senti la sua energia, sintonizzati con essa, focalizza la tua volontà su ciò che desideri e lasciala andare.>>

La chiave brilla sempre di più mentre sui monitor appare l’esterno della base.

Ciclope urla:

-NO!-

 

 

Sede delle Van Lunt Enterprises, Manhattan, New York City.

 

William Henry Van Lunt non è affatto sorpreso di vedere gli uffici dell’impresa che dirige letteralmente invasi da poliziotti e agenti federali di troppe sigle per ricordarle tutte. Quando ha sentito dell’ultima impresa dello Zodiaco sapeva che era solo questione di tempo prima che si facessero vivi.

Se non altro al comando della squadra del F.B.S.A. c’è una giovane ispanica dalla pelle ambrata decisamente molto carina.

-So perché siete qui.- afferma -Vi dico subito che io non c’entro nulla con lo Zodiaco e che giudico la vostra un’irruzione immotivata. Avrete notizie dai mie avvocati.

-Suo padre è stato il fondatore e finanziatore della prima incarnazione dello Zodiaco, Mr. Van Lunt.- replica l’Agente Speciale Angela Del Toro -Ci perdonerà se non le crediamo sulla parola.-

-Non vedo e non sento mio padre da anni. Le ultime notizie su di lui lo davano per morto in un incidente aereo nella Contea di Los Angeles.-[3]

-Non sono stati trovati resti identificabili e troppi criminali sono ritornati da una morte apparente perché ci possiamo fidare. Il caso di Norman Osborn ci brucia ancora.-

-Ma lui non è un criminale, un tribunale lo ha assolto.-

-Non colpevole per infermità mentale e un team di psichiatri lo ha dichiarato non più pericoloso, ma io non la bevo.-

-Bene, ora che abbiamo chiarito le nostre posizioni, lei e la sua squadra frugate pure dove volete, non troverete niente, glielo assicuro.-

William Henry si concede un lieve sorriso mentre pronuncia queste parole.

 

 

All’esterno di Cape Citadel

 

In una tenda da campo trasformata in laboratorio improvvisato Kitty Pryde, alias Shadowcat, si rivolge a Forge, chino su un tavolo da lavoro:

-Si può sapere cosa stai costruendo?-

-Potremmo chiamarlo un parafulmine.- risponde il Cheyenne senza alzare la testa -In sostanza è un assorbitore di energia che attirerà su di sé quella della Chiave dello Zodiaco. È praticamente già pronto. Devo solo trovare la frequenza giusta e dovrei riuscirci in breve.-

Improvvisamente delle urla atroci attirano le attenzioni dei due che si precipitano all’aperto e vedono i militari che circondano la base avvolti dalle fiamme mentre un’onda d’energia percorre il perimetro dell’accampamento.

Kitty riesce appena in tempo a rendere intangibili se stessa e Forge prima che l’onda li colpisca e sono attraversati senza danni.

Solo pochi soldati, tra cui il comandante Generale Fredricks, restano illesi perché fuori dalla traiettoria dell’onda.

Nell’aria appare il volto di una donna dai capelli rossi.

<<A chiunque mi stia sentendo e vedendo adesso, sono Virgo dello Zodiaco. Avete avuto solo un pallido assaggio del potere di cui disponiamo. Tra mezz’ora il potere delle Chiave dello Zodiaco annienterà la città di Seattle a 3000 miglia da qui. Siete voi che ci avete costretti a questa prova di forza, ricordatevelo.>>

-Ehm, Forge…- mormora Shadowcat -Sarà meglio che quel tuo affare funzioni perché mi sa che non avremo il tempo di un test.-

 

 

All’interno della base.

 

-Vigliacchi bastardi!- urla Ciclope -Che bisogno avevate di un’inutile strage?-

-Fai silenzio.- gli impone Capricorn colpendolo all’addome con uno dei suoi tentacoli.

-No! Ha diritto ad una spiegazione, dopotutto.- dice Virgo alzandosi ed andando verso Ciclope -Conosci la storia della Chiave dello Zodiaco?- gli chiede.

Prima che Scott possa parlare, una voce risuona nella sua mente:

“Falla parlare, Scott, Guadagna tempo.”

“Nathan, sei vivo!” esclama telepaticamente Ciclope.

“Il virus tecnorganico è dilagato nel mio corpo ma la mia mente è cosciente e i miei poteri mentali possono agire al massimo della loro potenzialità. Ho bisogno di tempo per riprendere il controllo delle funzioni motorie del mio nuovo corpo ma intanto sto usando la mia telecinesi per disattivare le manette.”

“Funzioni motorie? Sei stato troppo tempo a contatto con Hank, mi sa’”

“Stai provando a fare dell’umorismo, papà? Non è da te.”

“Sono solo nervoso e preoccupato per te… e per gli altri naturalmente.”

“Non mi aspetto di meno da te. Mi servono solo altri cinque minuti.”

“Li avrai”

La comunicazione si interrompe e Ciclope si rivolge alla donna in costume davanti a lui:

-Allora, Virago, parlami pure della Chiave dello Zodiaco.-

La donna gli vibra uno schiaffo e ribatte:

-Il mio nome è Virgo e quanto alla Chiave, è un artefatto che viene da un mondo parallelo dove regna la magia. È potenziata dalle emozioni e più intense sono e più forte diventa. Non molto tempo fa era andata perduta, apparentemente autodistrutta, praticamente consumata dal suo stesso potere,[4] ma un oggetto simile non può evitare di riformarsi. Di recente è apparsa di nuovo sulla Terra e noi dello Zodiaco l’abbiamo saputo ed abbiamo agito per recuperarla. La Chiave è nostra di diritto e nessuno può impedirci di usarne il potere, nessuno.-

-Forse hai ragione, ma noi ci proveremo lo stesso.-

A parlare è stato Banshee, ora libero come gli altri

-Da.- conferma Colosso –E stavolta non vi sarà facile fermarci.

-Come… come avete fatto a liberarvi?-chiede uno stupito Sagittarius.

-Sono stato io.- la voce di Cable ha un suono strano. Avanza tra lo stupore di tutti, figura argentea fatta di un metallo che sembra quasi liquido. I suoi occhi, entrambi i suoi occhi, brillano.

-Che… che ti è successo?- chiede una stupita Rogue.

-Non c’è tempo di spiegarlo ora. Dobbiamo fermarli prima che usino la Chiave.-

-Troppo tardi!- esclama Virgo -Ora io…-

Non finisce la frase. Un raggio ottico di Ciclope, che si è appena liberato, le ferisce la mano e la disarma.

La chiave cade lontano e Aries si precipita ad afferrarla ma è bloccato da Cable il cui braccio destro si è allungato come un tentacolo.

-Interessante.- mormora Nathan Summers -Il mio nuovo corpo è malleabile. Vediamo come si può sfruttare questa qualità.-

Il suo braccio sinistro si trasforma in una mitragliatrice che vomita proiettili verso i suoi avversari.

-Perfetto.- mormora sorridendo.

 

 

Istituto Xavier, Contea di Westchester, Stato di New York

 

Melody Guthrie si guarda attorno un po’ disorientata. Le avevano detto che la scuola era stata completamente distrutta[5] ma a vederla adesso non si direbbe. Gli X-Men devono avere un team di operai veramente efficienti.

-Si chiamano Damage Control e sì, sono davvero efficienti, anche se c’è stato qualche aiuto dalla tecnologia Shi’Ar di cui gli X-Men sono in possesso.-

Melody rimane sconcertata. A parlare è stata una di cinque ragazze bionde perfettamente identiche che avranno più o meno la sua età ed ha risposto ad una domanda che lei non ha fatto come se…

-Sì, leggiamo nel pensiero.- risponde la ragazza… o è una della altre quattro?

-Tu devi essere una dei Guthrie… Melody. Noi siamo le Naiadi di Stepford ma ci chiamano anche le Cinque-in-Una.-

E capisco il perché, pensa Melody.

-Io sono Sophie.-

-Io sono Phoebe.-

-Io sono Irma.

-Io sono Celeste.-

-Io sono Esme.-

Decisamente inquietanti. Suo fratello Sam le aveva detto che non era una scuola come le altre e come potrebbe essere diversamente, vista la tipologia di allievi? Beh, dovrà abituarsi perché è qui che passerà molto del suo tempo d’ora in avanti.

 

 

Da qualche parte negli Stati Uniti

 

Emma Frost, inguainata nel suo tradizionale costume da Regina Bianca del Cerchio Interno del Club Infernale, si rivolge all’uomo dai capelli bianchi e il costume rosso davanti a lei e chiede:

-Qual è la tua prossima mossa, Erik? Il reclutamento di un altro dei tuoi vecchi alleati? Toad magari?-

L’uomo davanti a lei è stato conosciuto con molti nomi e forse Erik Magnus Lensherr non è nemmeno quello vero, ma quello con cui è meglio conosciuto è Magneto, Signore del Magnetismo.

-Ricostruire la mia Confraternita è solo una parte del piano, cara Emma.- risponde -Lo scopo finale è, ovviamente, riprendere il potere a Genosha e far ingoiare ad Alda Huxley il suo sorrisetto insolente e ho intenzione di usare ogni mezzo a mia disposizione per riuscirci.-

-Mi piaci quando sei così determinato, Erik.-

Magneto la guarda cercando di capire se dice sul serio o se sta facendo dell’ironia, ma alla fine decide di rinunciare. Emma Frost è un enigma indecifrabile anche per lui.

 

 

Dentro la base di Cape Citadel, Florida.

 

Aries è sbattuto contro una parete ma il suo casco lo protegge dall’urto. Si rialza e carica ma viene fermato dalla massiccia figura di Colosso che sostiene l’impatto.

Sagittarius spara i suoi dardi che vengono intercettati da Rogue.

-Peccato per te, che io sia praticamente invulnerabile, dolcezza.- gli dice con il suo inconfondibile accento del Sud.

Capricorn usa i suoi tentacoli per tentare di bloccare Banshee ma l’urlo dell’X-Man irlandese lo stende.

Stiamo perdendo, pensa Virgo, rimane solo un’occasione.

Si tuffa sulla Chiave dello Zodiaco e la impugna.

Ciclope la investe con un raggio ottico ma lei stringe i denti e resiste al dolore. Come le è stato insegnato, incanala la sua forza di volontà nella Chiave che comincia a brillare sempre di più… di più.

 

 

All’esterno della Base.

 

Shadowcat vede il bagliore che si diffonde dalla base e urla a Forge:

-Se quel tuo aggeggio funziona, usalo adesso!-

-Fatto.- si limita a rispondere Forge.

Anche il suo apparecchio si illumina e per un istante che sembra eterno, nulla accade, poi, descrivendo una sorta di arco, un lampo di energia dorata piomba contro il congegno.

Una luce intensa ed accecante avvolge l’intera zona e quando si dissipa…

-Ma cosa Diavolo…!- esclama il Generale Fredricks

L’intera base, l’apparecchio di Forge, i due X-Men e chi gli stava nelle immediate vicinanze sono semplicemente scomparsi lasciando solo del terreno caldo e bruciacchiato.

-Ma cosa è successo?- si chiede l’anziano militare sapendo bene che non avrà facili risposte.

 

 

CONTINUA

 

 

NOTE DELL’AUTORE

 

 

            Pochissimo da dire su quest’episodio, a parte un po’ di presentazioni:

1)     La classe a cui fa lezione la Bestia è composta dai protagonisti della nostra serie Young X-Men, scritta da Fabio Furlanetto. Tra loro abbiamo conosciuto Rockslide ovvero Santo Vaccaro, ragazzo italoamericano il cui corpo è composto interamente di roccia. È stato creato da Nunzio de Filippis & Christina Weir & Carlo Barberi su New Mutants Vol. 2° #3 datato settembre 2003

2)     Melody Guthrie è una degli otto tra fratelli e sorelle di Samuel Guthrie,alias Cannonball e Paige Guthrie, alias Husk. È stata creata da Chris Claremont & Jackson Guice su New Mutants Vol. 1° #42 datato agosto 1986.

3)     Le Naiadi Stepford sono state create da Grant Morrison & Ethan Van Sciver su New X-Men #118 datato novembre 2001.

4)     Mastermind II, alias Martinique Jason, figlia di Jason Wyngarde, alias Mastermind I, è stata creata da Jeph Loeb & Tim Sale su Wolverine/Gambit: Victims #1 datato settembre 1995.

5)     Lady Mastermind, ovvero Regan Wyngarde, sua sorellastra, è stata creata da Chris Claremont & Salvador Larroca su X-treme X-Men  #6 datato dicembre 2001 e dovrebbe essere alla sua prima apparizione in MIT.

Nel prossimo episodio: gli X-Men e i membri dello Zodiaco sono tutti morti? Chi può dirlo? Non contateci troppo, però.

 

 

Carlo



[1] Ovvero Kurt Wagner, alias Nightcrawler, che milita nel team gemello come visto su Gli Incredibili X-Men #27 e 28.

[2] Dal finale di X-Men #34

[3] Come visto su Avengers West Coast #29 inedito in Italia

[4] Su Villains LTD #50.

[5] Su Young X-Men MIT #8.